mercoledì 13 maggio 2009

LINEE PROGRAMMATICHE ESSENZIALI

PRESENTAZIONE

Nei cinque anni del nostro mandato amministrativo (2004-2009) abbiamo posto, con entusiasmo e passione, la nostra Gente, la nostra Terra e la nostra Città al centro di ogni scelta e di ogni decisione.
Spinti da questa forte motivazione, abbiamo cercato di fare tutto il possibile per dimostrare a tutti gli asiaghesi quanto sia necessario comprendere e rispettare il valore delle “nostre cose”; aver cura della nostra storia, delle nostre tradizioni e della cultura millenaria che ci contraddistingue; essere profondamente consapevoli del valore dell’ambiente meraviglioso e straordinario che ci circonda;
Abbiamo cercato di amministrare con l’amore e con l’attenzione del “buon padre di famiglia”, preoccupandoci soprattutto di pensare ai nostri figli, ed ai figli dei nostri figli, piuttosto che a noi stessi ed alla nostra generazione, guardando cioè al futuro piuttosto che al presente e alla quotidianità.
Abbiamo tentato di coniugare il valore e le potenzialità del nostro territorio con un modello di sviluppo sostenibile, partecipato e allargato. Vogliamo per Asiago uno sviluppo in grado di far crescere con omogeneità ed equilibrio, cioè senza eccessive sperequazioni ed ingiustizie, tutta la popolazione; uno sviluppo in sintonia con i tempi che stiamo vivendo, ma anche con i valori morali, culturali e sociali che ci caratterizzano e che sono il frutto inalienabile della nostra storia e delle nostre tradizioni.
Per queste ragioni, abbiamo provato a riformare il modello di sviluppo sociale ed economico al quale la nostra Città si è ispirata negli ultimi decenni, con lo scopo di migliorarlo e di adeguarlo alle esigenze del presente e del futuro, mirando ad uno sviluppo sostenibile nel lungo periodo, in grado di offrire opportunità di lavoro e di crescita anche alle generazioni che verranno dopo di noi.
Il territorio e l’ambiente sono il perno su cui fondare ogni strategia di sviluppo della nostra comunità; essi, infatti, costituiscono la vera ricchezza della nostra società, la cassaforte da cui attingere le risorse necessarie per dare serie e concrete prospettive ai giovani, per fare in modo che i nostri figli possano continuare a vivere ad Asiago e sull’Altopiano.
Il cambiamento è necessario e ineludibile: lo dimostra la crisi economica, che stanno vivendo i mercati di tutto il mondo, alla quale sopravvive solo chi è capace di rinnovarsi.
Cambiare vuol dire agire: noi ci proponiamo di farlo con senso di responsabilità nei confronti dei giovani e dei nostri figli.
Agire significa innovare, cioè modificare un modello di sviluppo consolidato, che in realtà comporta una continua ed ormai insostenibile erosione del territorio e delle risorse ambientali.
Come ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Obama, vogliamo far sì che i figli dei nostri figli dicano che, quando siamo stati messi alla prova, non abbiamo permesso che il loro viaggio finisse.
Noi ci crediamo, ci abbiamo sempre creduto e vogliamo essere, assieme a tutti voi, orgogliosi di vivere qui.
LE RADICI DEL NOSTRO IMPEGNO

La Lista Civica PROGETTO VIVA ASIAGO!, anche per queste elezioni è composta, su un piano di libertà e parità, da cittadini che condividono obiettivi e metodi per il raggiungimento del bene comune.
Alcuni candidati appartengono a partiti o movimenti diversi; altri non sono politicamente schierati, ma tutti condividono gli ideali di libertà, democrazia e partecipazione.
Le persone che formano la lista civica, così come gli amici e i simpatizzanti che hanno offerto il loro sostegno, si impegnano a lavorare insieme per Asiago, perché si riconoscono negli ideali della Carta Costituzionale Italiana e nei valori della storia e delle tradizioni della nostra Gente.
La lista PROGETTO VIVA ASIAGO! si presenta alle elezioni nel segno del rinnovamento e della continuità, sia nella sua composizione, , sia nel programma.

Uno spirito nuovo

Le elezioni del 6 e 7 giugno 2009 rappresentano per Asiago l’occasione di continuare un percorso nuovo, intrapreso nel 2004, per voltare pagina.
La Città di Asiago continuerà a raccordare e armonizzare la propria azione politica e amministrativa con i Comuni più vicini (superando alcune difficoltà ed incomprensioni, che talvolta si sono manifestate in questi anni), con la Comunità Montana, con il Consorzio Turistico, con la provincia di Vicenza, con la regione Veneto, con lo Stato, in modo da svolgere con maggiore efficacia il ruolo di centro trainante per l’economia, la cultura e lo sviluppo generale di tutto l’Altopiano.
Alcuni importanti risultati di un migliorato rapporto con la regione si sono già visti (soprattutto dopo il referendum per il passaggio dell’Altopiano alla provincia autonoma di Trento): ne è un esempio significativo il progetto del nuovo ospedale.


DEMOCRAZIA È PARTECIPAZIONE

Ogni Cittadino deve essere protagonista delle scelte che lo riguardano e non soggetto passivo delle decisioni che altri prendono per lui.
In occasione delle elezioni di cinque anni fa, avevamo affermato e sostenuto l’importanza di percorrere la strada della “democrazia partecipata”, attraverso il ripristino del decentramento di parte dell’attività amministrativa nelle contrade. Non siamo riusciti a tradurre in realtà concreta questo impegno, per difficoltà di varia natura, soprattutto di tipo legislativo, organizzativo e burocratico.
Abbiamo invece mantenuto la promessa di approvare il regolamento per l'istituzione del referendum popolare, uno strumento che è stato utilizzato due volte, una per decidere in merito all’adesione della costituenda provincia di Bassano, l’altra per il passaggio alla provincia autonoma di Trento. Utilizzeremo anche in futuro questo importante strumento di espressione della volontà popolare; tuttavia, poiché il referendum ha dei costi, esso sarà utilizzato, con moderazione e buon senso, per le scelte veramente importanti per la nostra comunità.


LA FEDERAZIONE DEI COLONNELLI-USI CIVICI E PROPRIETÀ COLLETTIVE

Per coinvolgere davvero i Cittadini abbiamo intenzione di ricostituire la "Federazione dei colonnelli".
Tuttavia, per dare piena efficacia a questa antica istituzione popolare, che appartiene alla nostra memoria collettiva, è necessario che la regione Veneto riconosca, con una propria legge, la proprietà collettiva, un obiettivo che ormai da anni il “Comitato per la Ricostituzione delle Regole” si propone di conseguire e che, una volta raggiunto, porterebbe all’istituzione delle “vicinìe”.


Prima di passare all’illustrazione dei vari progetti, che compongono le linee essenziali del programma amministrativo, vogliamo precisare che alcuni punti sono stati sviluppati, già in questa prima fase, in maniera estesa e articolata, perché riguardano gli aspetti più importanti o innovativi, come l’urbanistica, il territorio e il patrimonio, la bioedilizia e le energie alternative.
Gli altri punti delle linee programmatiche, che risultano più stringati, saranno arricchiti con i contributi dei cittadini che verranno coinvolti durante la campagna elettorale.


PROGETTO VIVA LE NUOVE SCELTE URBANISTICHE!

Negli anni passati ad Asiago si è costruito eccessivamente e non sempre bene.
Il territorio è saturo e non può sopportare ulteriori carichi urbanistici.
Questa situazione ha evidenziato l’inadeguatezza dei servizi e delle strutture esistenti sul territorio in relazione al carico urbanistico.
Gli stessi turisti ed i residenti lamentano situazioni di disservizio, un eccessivo carico su viabilità e parcheggi, e l’inadeguatezza delle infrastrutture pubbliche e private.
Al danno di un piano regolatore, che ha previsto una scellerata ed eccessiva espansione edilizia, si è aggiunta la beffa che sono state realizzate solo le previsioni legate all’edificazione, mentre si sono tralasciate le necessarie dotazioni infrastrutturali così come i servizi offerti (sportivi, culturali, ricreativi), con il risultato paradossale che le residenze turistiche rimangono chiuse per lunghi periodi.
Un Piano Regolatore dovrebbe essere un sistema in equilibrio tra le sue parti e dovrebbe prevedere la realizzazione contestuale delle aree edificabili, dei servizi e delle infrastrutture. Ad Asiago, invece, sono state realizzate quasi solo seconde case: la conseguenza è che stiamo caricando eccessivamente il territorio, che nei periodi di massima affluenza diventa invivibile sia per i residenti che per i turisti.
È giunto il momento di fermarci, visto che altri amministratori non lo hanno fatto prima di noi, e di riequilibrare la situazione, investendo in strutture alberghiere e ricettive ed in centri-benessere che portino sul territorio un’economia diffusa ed a “fecondità ripetuta”.
Il nostro territorio è fragile ed il suo sviluppo non può prescindere da un utilizzo parsimonioso dell’ambiente, la cui qualità è la nostra risorsa principale.
Su questi temi dovremo riuscire a coinvolgere l’intero altopiano o almeno i tre comuni della conca centrale.
Bisognerebbe che questi comuni trovassero un accordo per una programmazione urbanistica che preveda un drastico contenimento dell’espansione e ad una definitiva chiusura dell’edilizia finalizzata alla residenza turistica.
È inutile che il Comune di Asiago assuma una posizione forte di assoluta chiusura delle seconde case, mentre i comuni limitrofi prevedono nuove espansioni con diverse centinaia di migliaia di metri cubi di edificazione.
È necessario essere uniti e concentrare i nostri sforzi e la nostra attenzione sul recupero e sul miglioramento del patrimonio edilizio esistente, incentivando gli interventi che mirano al suo ammodernamento e riqualificazione, da attuarsi anche mediante la “sostituzione” nel caso di edifici che non rivestono carattere storico e che sono stati costruiti negli anni in cui non c’era sensibilità per l’ambiente e per le problematiche energetiche.
Ma davvero c’è qualcuno che crede ancora che lo sviluppo socio-economico del nostro territorio debba necessariamente passare attraverso lo sviluppo dell’edilizia? C’è ancora qualcuno che ritiene che si possa continuare a rilasciare concessioni edilizie e ad approvare piani di lottizzazione per garantire i livelli occupazionali e il reddito ai nostri cittadini?
Ci dobbiamo rendere conto che lo sviluppo del territorio e la sua sostenibilità nel lungo periodo possono essere garantiti solo attraverso interventi ed investimenti a “fecondità ripetuta”, che creano flussi di reddito più modesti, ma ripetuti negli anni, e coinvolgono un maggior numero di soggetti. Nessuno sviluppo duraturo può essere garantito da investimenti speculativi consistenti in operazioni spot (quali la costruzione di un condominio), che si esauriscono nel giro di pochi mesi e che, per essere ripetuti , richiedono l’utilizzo (irreversibile!!!) di nuove porzioni di territorio.
Le aree edificabili prima o poi finiranno: noi dobbiamo, invece, operare nella prospettiva che anche i nostri figli, ed i figli dei nostri figli, possano continuare a vivere sull’Altopiano.
Non si può pensare che un ulteriore sviluppo edilizio sia necessario per garantire l’occupazione locale! In primo luogo, è sotto gli occhi di tutti che i grandi interventi edilizi degli ultimi anni hanno visto il coinvolgimento di pochi, pochissimi, imprenditori locali e sono stati affidati, per la loro realizzazione, a ditte provenienti da altre località. In secondo luogo va detto che i nostri artigiani avrebbero lavoro per molti anni concentrandosi nel recupero dell’esistente e nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici costruiti a partire dagli anni Sessanta.
Solo se si scelgono politiche mirate ad una crescita organica del territorio si crea vero sviluppo.

Sulla base di queste premesse, il Documento Preliminare del Piano di Assetto del Territorio identifica una volontà politica ben precisa, che si caratterizza per le scelte programmatiche e quelle a tutela del territorio, in marcata controtendenza rispetto alla pianificazione precedente del Comune di Asiago.

I principi di base che hanno ispirato queste scelte sono pochi e chiari.

Il primo è quello di prevedere uno sviluppo sostenibile, cioè una crescita che dia la possibilità, e questo è il secondo principio, di pianificare un uso del territorio tale che possa essere restituito alla medesima integrità che aveva prima di qualsiasi nuovo intervento.
Sono poi stati valutati in modo particolare:
- la dotazione delle infrastrutture a sostegno dell’economia turistica, con l’obiettivo di rimodellare il sistema infrastrutturale, adeguandolo alle necessità di un turismo moderno;
- la valorizzazione del settore agricolo ed agroalimentare, con l’obiettivo di non sottrarre aree a questo comparto e, nel contempo, di valorizzarlo quanto più possibile, congiuntamente al settore agroindustriale, nella convinzione che poter ottenere sia una fecondità ripetuta, sia una tutela essenziale ed imprescindibile del territorio;
- la valorizzazione del settore ricettivo, con la volontà di modificare le scelte economiche che hanno caratterizzato finora il nostro territorio, spostando l’attenzione da un’economia di beni ad un’economia di servizi.

Sulla base di queste finalità, il Documento Preliminare individua le strategie della nuova pianificazione.

Il primo punto, imprescindibile, è una rigorosa valutazione del fenomeno dell’espansione delle seconde case. Si ritiene che il numero di seconde case attualmente disponibili nel Comune di Asiago sia abbondantemente superiore alla capacità dei servizi di cui il territorio è dotato; nasce da qui la necessità di una moratoria allo sviluppo delle seconde case, in attesa di riequilibrare l’intero sistema.

Il secondo punto di notevole importanza è il recupero dell’esistente. Dato che uno smisurato aumento del numero delle seconde case non è più sostenibile, emerge la necessità di valorizzare il patrimonio edilizio esistente, incentivando in modo efficace il recupero, l’adeguamento e il miglioramento del patrimonio immobiliare che si è costituito nel territorio dagli anni ’70 ad oggi.
Una stima attendibile riporta che nella conca centrale dell’altopiano e segnatamente nei comuni di Asiago, Gallio e Roana esistevano nel 2001 oltre 18.500 seconde case. Partendo da questo dato, è facile stimare che nel 2009 questo numero si sia ulteriormente incrementato ed è evidente che questo patrimonio ha bisogno di interventi di ammodernamento e di riqualificazione, secondo i nuovi criteri e le nuove tecniche di costruzione. Questi interventi, oltre ad avere come obiettivo non secondario il risparmio energetico, consentono di evitare l’occupazione e il consumo di aree e spazi che oggi sono a destinazione agricola.
Pertanto, le strategie del Documento Preliminare incentivano le seguenti tipologie di interventi:
- la saturazione degli spazi inutilizzati all’interno del tessuto edificato del centro abitato, con la revisione delle cortine edilizie del centro, valutando la possibilità di recuperare spazi per la residenza;
- la ristrutturazione delle villette e degli edifici che sono stati costruiti negli anni ’60 - ’70 - ’80, che cominciano avere dai trenta ai quarant’anni e che molto probabilmente richiedono interventi anche radicali;
- il recupero dei rustici e di tutti quegli edifici già esistenti, abbandonati o non più utilizzati per il settore agricolo, i quali potrebbero essere recuperati al patrimonio edilizio, offrendo risposte abitative sia ai residenti sia ai turisti, senza edificare nuove costruzioni in territori vergini e verdi.
In questo modo saranno soddisfatte le esigenze di lavoro di tutte le aziende artigiane che oggi operano nel settore dell’edilizia. Non è vero, come qualcuno va dicendo, che la scelta di ridurre le seconde case potrebbe avere una ricaduta negativa sull’occupazione locale; anzi probabilmente proprio questa scelta darà nuova linfa alle nostre piccole imprese, per le quali sono previste aree per nuovi insediamenti produttivi.
Il Documento Preliminare, che abbiamo approvato nel mese di gennaio del 2009, introduce incentivi specifici per la ristrutturazione delle abitazioni esistenti, collegati alle biotecnologie ed al risparmio energetico.
Si tratta di tematiche importantissime e di grande attualità, che devono essere introdotte nel nostro territorio e che con il Piano di Assetto del Territorio diventeranno un momento cruciale sia delle politiche urbanistiche, sia dello sviluppo dell’imprenditoria locale.
A questo riguardo ed in questo ambito, un ruolo essenziale e fondamentale dovrà essere svolto dalle imprese artigiane locali che troveranno ampi spazi ed occasioni di lavoro nell’attività di manutenzione e di ristrutturazione del patrimonio immobiliare esistente, dove si dovranno utilizzare le più moderne tecnologie. Tutto questo rappresenta una nuova sfida, che le nostre imprese sapranno certamente affrontare nel migliore dei modi e che consentirà loro di crescere e di svilupparsi tecnologicamente, esportando il know-how acquisito anche al di fuori dell’Altopiano.
Siamo convinti le scelte di incentivare il rinnovamento del patrimonio immobiliare esistente saranno capaci di ridare vitalità all’intero comparto artigianale e offriranno nuove e importanti opportunità di lavoro per le imprese esistenti e per i giovani che saranno in grado di operare in modo qualificato con le nuove tecnologie..

Il terzo punto essenziale è quello di sviluppare ed incentivare l’attività alberghiera e ricettiva in generale, che costituisce la grande sfida per il futuro di Asiago e dell’intero Altopiano, per dare al territorio e alla sua popolazione prospettive future di sviluppo, che non siano limitate a interventi speculativi che, una volta realizzati, non lasciano più nulla al territorio.
Per questa ragione il Documento Preliminare prevede misure per incentivare strutture di sviluppo turistico, diversificate tra loro, come le strutture alberghiere, i bed&breakfast, gli agriturismi. Queste tipologie di strutture, sotto l’aspetto economico, possono dare benefici ripetuti negli anni; inoltre propongono un modello di sviluppo che coinvolge una fascia più ampia di popolazione e non è invece concentrato, come avviene oggi, solo su poche imprese che investono nel mercato delle seconde case.
L’obiettivo è quello di operare una profonda trasformazione dell’offerta turistica di Asiago, passando da un’offerta di beni ad un’offerta di servizi. Per raggiungerlo, si dovranno sviluppare precisi programmi pluriennali, incentivare gli investimenti, coinvolgere i privati e le amministrazioni pubbliche, in modo da affiancare all’attività ricettiva infrastrutture capaci di creare indotto.
Lo sviluppo delle infrastrutture per la popolazione e per i turisti costituisce quindi un’altra importante strategia per la pianificazione del territorio. Il concetto di fondo, lo ripetiamo ancora una volta, è che un’economia di tipo turistico deve fondarsi sui servizi e non solo sulla vendita di beni, come le seconde case; per questo devono essere create, o ammodernate, infrastrutture che invitino i turisti a venire nel territorio, come i percorsi pedonali e di mountain bike, i campi da golf, gli impianti per il fondo e per la discesa, in modo da dare linfa e sostegno all’economia turistica e far sì che le attività e le imprese alberghiere abbiano la forza di crescere, di svilupparsi, di investire.
Troviamo già questi modelli di sviluppo turistico delle zone montane in val Gardena, in val Badia, in qualche valle svizzera e austriaca, dove il turismo non si basa sull’incremento delle seconde case; invece, grazie all’impegno dei privati e delle amministrazioni, è stato fatto un lavoro molto importante, per creare infrastrutture che garantiscono vita e sviluppo a tutto il territorio ed ai suoi abitanti.
Andando in questa direzione, il Documento Programmatico prevede particolari interventi per lo sviluppo delle aree e dei percorsi pedonali, delle piste ciclabili, degli impianti sportivi, tra i quali, in primis, quelli per il golf e lo sci nordico, che possono utilizzare le stesse aree in stagioni diverse; anche lo sviluppo dello sci alpino è una condizione imprescindibile per caratterizzare una località turistica di montagna e per renderla competitiva.
Sarà compito dell’amministrazione individuare politiche efficaci per incentivare gli investimenti infrastrutturali e di tipo alberghiero (costruzione di nuove strutture, ammodernamento di quelle esistenti, realizzazione di servizi complementari sempre più richiesti ed indispensabili) che assumono una rilevanza fondamentale per l’economia dell’intero Altopiano.

Un altro punto che ha rilevanza strategica è quello di dare ulteriore sviluppo all’agricoltura: l’agricoltura, infatti, è il perno fondamentale per la valorizzazione del territorio e per la sua caratterizzazione storica e culturale.
Le politiche previste per mantenere in vita le aziende agricole che attualmente operano nel territorio genereranno prospettive future di sviluppo anche nel settore turistico, in quanto il settore agricolo contribuisce a conservare e rivalutare il patrimonio ambientale, il sistema delle malghe e dei pascoli, che sono elementi essenziali per far vivere la filiera agricola.
È per questo che il PAT dovrà individuare strategie specifiche che diano modo alle imprese agricole di vivere, produrre e svilupparsi, invogliando i giovani a svolgere l’attività dei loro padri, continuando a fare i coltivatori diretti.
Attraverso le aziende agricole si sostiene tutta la filiera agro-alimentare, che ha una straordinaria importanza: l’agricoltura consente di conservare gli aspetti paesaggistici e naturali del territorio e di valorizzare tutte le risorse locali e le moltissime tradizioni che hanno caratterizzato la storia dell’Altopiano. Questo aspetto va letto non solo in chiave di conservazione del territorio e di occupazione locale, ma anche in chiave di sviluppo turistico, perché il turismo non può esistere senza una valida politica ambientale ed agricola.

Il rilancio del territorio passa attraverso la ricerca di un equilibrio dinamico tra i diversi fattori economici e il PAT intende diventare fautore e motore proprio della strategia di sviluppo e rilancio dell’intero territorio, in chiave di tutela e di conservazione paesaggistica ed ambientale; non è assolutamente immaginabile che l’edilizia e l’attività immobiliare possano continuare a costituire il cardine dello sviluppo del territorio, come è avvenuto ad Asiago negli ultimi 30 anni.
Questo è un modello obsoleto che non dà nessuna prospettiva futura al territorio: noi oggi potremmo ancora espandere l’edilizia, ma i nostri figli cosa faranno … espanderanno ancora?
La chiave dello sviluppo deve essere diversa, deve puntare su attività economiche che siano ulteriormente sviluppabili, appetibili: come si dice in economia, “a fecondità ripetuta”.
Il nuovo modello di sviluppo deve essere non invasivo: il boom immobiliare ed edilizio dei decenni scorsi non è più sostenibile; anzi, molto spesso è associato a fenomeni e ad episodi di degrado dell’ambiente che determinano una riduzione della qualità del territorio percepita soggettivamente (e oggettivamente) dall’utente, dall’ospite, dal cittadino: tutto questo deve assolutamente essere bloccato.

Il nostro territorio non può, infine, pensare al proprio sviluppo senza considerare il proprio passato ed il patrimonio storico culturale dell’Altopiano. Per questa ragione, il PAT prevede anche la rivalutazione del patrimonio storico-culturale, che avrà nel futuro una grandissima valenza e che dovrà essere oggetto di particolare attenzione, perché è una follia pensare oggi che un territorio tenga in una condizione di abbandono o semi-abbandono un patrimonio storico, come quello che ci è stato lasciato dalla Prima Guerra Mondiale e che solo da pochi anni si è cominciato a recuperare.
Questo patrimonio, che appartiene alla storia d’Italia e d’Europa, deve essere alla portata di tutti, per valorizzarlo sotto il profilo storico-culturale, ma anche come opportunità di crescita economica.


PROGETTO VIVA IL TERRITORIO!

PATRIMONIO

Obiettivi prioritari
1) Il Comune gestisce i boschi e i pascoli attraverso il Piano di Riassetto Forestale; è nostra intenzione dare ai Cittadini aventi diritto di Uso Civico la sicurezza del legnatico. Da ciò nasce la necessità di salvaguardare il ceduo di faggio, impedendo l’avanzare delle conifere.
2) Prevedere interventi di contenimento delle formazioni forestali a pino mugo, recuperando superfici a pascolo, viabilità e sentieristica, emergenze storiche della prima guerra mondiale, paesaggio e aree per la fauna.
3) Provvedere al completamento e all’ammodernamento dei fabbricati delle malghe, curando in modo particolare la disponibilità idrica; favorire la trasformazione del latte e la vendita diretta dei prodotti tipici di malga anche per finalità di promozione del territorio. Risolvere il problema dell’elettrificazione delle malghe della zona Nord.

Obiettivi specifici:
1) Il comune si farà promotore, assieme agli altri enti dell’altopiano, di una revisione della legge regionale sui funghi.
2) Collegare, con una tubatura o in altre forme la fontana della “Oba “ al laghetto Lumera in modo da garantirne il rifornimento idrico ed il ricircolo dell’acqua.
3) Recuperare le vecchie Stoan Platten nei sentieri pedonali di uso pubblico che dal centro della città vanno verso le contrade.



AGRICOLTURA

Obiettivi prioritari
1) L’attività agricola ricopre un ruolo fondamentale nell’economia del Comune di Asiago. È necessario creare sinergie tra il comparto agricolo e quello turistico, affinché la cura, la gestione e la salvaguardia del territorio da parte degli agricoltori vengano tenute in giusta considerazione per l’importante ruolo che ricoprono.
2) Dedicare maggior attenzione all’allevamento della vacca da latte durante tutte le fasi di produzione, affinché si possa ottenere un buon livello di reddito, indispensabile condizione per il mantenimento di tale attività.
3) Avviare e sostenere il miglioramento della composizione floristica dei prati e dei pascoli per favorire un’alimentazione completa e sana che tipicizza la produzione del latte.
4) Attuare un piano per la gestione ecologica “dei reflui zootecnici” per una corretta fertilizzazione dei prati e dei pascoli e la produzione di energie alternative.
5) Il Comune deve farsi parte attiva nei confronti della Regione e della Provincia, nel promuovere iniziative legislative in difesa delle aziende agricole di montagna.
6) Mantenere il servizio di macellazione nell’ambito del territorio comunale.
7) Aumentare la collaborazione con tutte le associazioni di categoria e in particolare con il Gruppo di Base, per verificare le molteplici necessità e per promuovere iniziative rivolte al pubblico.

POLITICA FORESTALE E SCELTE COLTURALI DEI BOSCHI DEL COMUNE DI ASIAGO

La maggior parte delle scelte gestionali dei boschi sono già indicate nel Piano di riassetto forestale (tagli ordinari e colturali); però è possibile dare a tutte quelle operazioni forestali una maggior impronta nella direzione dei principi espressi dall’associazione forestale Pro Silva.
I boschi di Asiago presentano delle caratteristiche particolari in quanto, per la maggior parte, hanno avuto origine artificiale dopo gli eventi della Prima Guerra Mondiale, essendo nati da rimboschimenti effettuati utilizzando soprattutto l’abete rosso. Sono formazioni lontane dalla naturalità e per questo motivo abbisognano di cure particolari (vedi le varie avversità che si sono presentate periodicamente: ghiro, attacchi di insetti e funghi parassiti, danni meteorici).
Bisogna creare fin d’ora, con operazioni colturali, boschi più in sintonia con le caratteristiche ecologiche della stazione forestale (aree omogenee per fattori ecologici) con questo obiettivo particolare: quello di incrementare la biodiversità. Nell’immediato, questa scelta può avere un maggior costo gestionale, ma in un futuro non lontano garantirà funzioni produttive, protettive, bioecologiche, colturali, stabili e di maggior valore.
Un’attenzione particolare dovrà essere rivolta ai boschi di alta quota, cioè alle mughete, ai lariceti e alle peccete altimontane, con interventi che da una parte favoriscano la pedogenesi, la biodiversità e dall’altra contrasti l’espandersi del pino mugo verso quote altimetriche basse, al di fuori del suo tipico areale, in ciò favorito dalla sua alta capacità di colonizzare i suoli poco evoluti (danni ereditati dalla prima guerra mondiale) e i pascoli scarsamente caricati e curati di media ed alta quota.
Si tratta, in altre parole, di alzare il limite altimetrico attuale del bosco di abete rosso e larice a scapito della mugheta; di aumentare il numero delle specie arboree e arbustive al fine di creare fonti di alimenti per la fauna (sorbi, salici, mirtillo, ecc…).
Non si può parlare di successi selvicolturali, se non si applica una corretta gestione delle popolazioni dei vari ungulati al fine di evitare danni alla rinnovazione del bosco (abete bianco e latifoglie sono particolarmente danneggiati soprattutto nella scelta della sostituzione della pecceta artificiale, nata dai rimboschimenti post bellici, che occupa superfici al di fuori della sua zona tipica).
Dato il basso valore tecnologico del legname prodotto mediamente nel nostro Altopiano, non è proponibile un intervento di valorizzazione sul mercato del legname che di fatto attribuisce già adesso un sopravalore alla nostra materia “legno”; ciò è dovuto ad una buona richiesta locale e una favorevole viabilità nei nostri boschi.
Si propone di individuare una superficie da destinare a bosco testimone (oltre a quello già presente alle Klöise), che rappresenti la pecceta e lariceto altimontano.

Infine, si sono identificati tre ulteriori problemi da affrontare nella gestione del patrimonio boschivo.
- Impedire l’espansione naturale in corso da parte dell’abete rosso e favorire l’estensione del ceduo di faggio della “Zona Sud”, al fine di garantire nel tempo l’uso di legnatico alla popolazione che vanta tale diritto.
- Aumentare la fertilità del suolo con l’abbandono in foresta della sostanza organica (scarti di lotti, ramaglia, foglie, ecc…), perché dalla disgregazione della nostra roccia, essenzialmente costituita da carbonato di calcio, rimane un residuo minerale minimo in quanto i suoi elementi costitutivi si disperdono nell’atmosfera ed in profondità e per questo i nostri suoli sono molto superficiali. Solo la componente organica riesce a proteggerli e ad aumentare il loro sviluppo e di conseguenza la loro fertilità.
- Proteggere, preservare e curare, se necessario, le piante monumentali nei nostri boschi che hanno raggiunto dimensioni e forme eccezionali: tutte devono essere assolutamente salvaguardate e lasciate ai posteri.


ATTIVITÁ DI ALPEGGIO E GESTIONE MALGHE

Il Comune di Asiago gestisce uno dei più importanti comprensori di malghe dell’intero arco alpino italiano, un patrimonio di rilevante importanza sotto l’aspetto economico, sociale e culturale a cui è legata indissolubilmente la produzione del formaggio “Asiago”. La tradizione di utilizzare, da parte della nostra comunità, i pascoli di media ed alta montagna con propri animali è datata da oltre un millennio.
Come per le foreste anche per i pascoli la I Guerra Mondiale è stato un avvenimento molto devastante; dopo tre anni di guerra con vari spostamenti del fronte sul nostro territorio, dei bei pascoli curati e delle casare in legno ben poco era rimasto.
Seguirono, nei primi anni Venti, grandi lavori di bonifica e di ricostruzione in muratura delle casare e delle stalle per il ricovero degli animali. Un’attività fiorente, ripartita in quegli anni, e che tuttora continua grazie ad un’attenta e continua gestione degli alpeggi da parte del Comune.
Dall’anno 1978, in forza alla L.R. n. 52/78 “Legge forestale” e all’attività della Comunità Montana, alla quale sono delegate funzioni in merito alla gestione delle malghe pubbliche, sono stati finanziati lavori ed opere di ristrutturazione e miglioramento delle casare e dei pascoli.
Tra i lavori più importanti sono da ricordare, per le casare, gli adeguamenti degli impianti igienico-sanitari e di quelli elettrici, le nuove pavimentazioni e piastrellature, la separazione dei locali di lavorazione del latte da quelli abitativi, i nuovi serramenti, la sostituzione dei manti di copertura dei tetti, le tinteggiature; per le stalle, invece, la costruzione della sala di mungitura e di deposito del latte, della concimaia, con il recupero dei reflui; per i pascoli, infine, nuove recinzioni, pozze, viabilità di servizio, controllo dell’avanzare del bosco e delle specie infestanti.
Tanti sono stati gli interventi effettuati, ma non tutte le casare sono a norma per quanto previsto dal D.P.R. n. 54/97 che regola, tra l’altro, la lavorazione del latte nelle casare. In particolare, le nostre malghe abbisognano di un approvvigionamento di abbondante acqua potabile (sulla manutenzione di pascoli e delle infrastrutture ad essi legati vedasi la pubblicazione “Manutenzione dei pascoli alpini” Scotton-Rigoni).
Questo si collega alla necessità di sostenere presso i malghesi la certificazione dei loro prodotti lattiero-caseari con il marchio CE e quello dell’Asiago DOP prodotto della montagna.

Le scelte future dell’Amministrazione del Comune di Asiago dovranno essere tali da permettere in tutte le malghe la lavorazione e la trasformazione del latte; il presente ed il futuro consistono proprio nell’offrire, da parte dei malghesi direttamente al turista, all’appassionato gastronomo, all’affinatore di formaggi, prodotti che devono essere di altissima qualità. È indispensabile promuovere corsi di aggiornamento per i casari, sostenere iniziative promozionali e partecipare ad esposizioni e fiere gastronomiche con i prodotti di malga.

STRADE SILVO-PASTORALI

Alcuni interventi prioritari.
1) Manutenzione ordinaria e straordinaria per assicurare una viabilità sicura anche nelle strade chiuse al traffico veicolare. Mantenere in efficienza le strade nate durante la Grande Guerra soprattutto nella zona “alta” dell’Altopiano (uso turistico e silvo-pastorale).
2) Prevedere l’installazione di barre di accesso in alcune strade di elevato e specifico servizio forestale
3) Taglio di piante ai bordi delle strade di maggior traffico per favorire la presenza di luce solare, per una migliore manutenzione del sito stradale, una maggior sicurezza ed una miglior cura delle piste da fondo; inoltre è necessario individuare ancora alcune aree di sosta attrezzate.


VERDE PUBBLICO

1) Parco Brigata Regina: ampliamento verso la zona cimiteriale; sostituzione graduale delle piante di abete rosso; riqualificazione degli arredi e sistemazione definitiva del parco giochi.
2) Parco della Rimembranza e parco Odegar: sostituzione delle piante malate con latifoglie e arredi (panchine).


CAVE

1) Ripristino ambientale area Valbella ed utilizzo dell’area con estrazioni in galleria.
2) Completamento del polo del Kaberlaba, (Bomba Törle).
3) Aggiornamento del regolamento di estrazione in funzione della difficoltà nel mercato del marmo di questo periodo.



PROGETTO VIVA LO SPORT!

Da sempre sport e turismo costituiscono un binomio vincente per Asiago e l’Altopiano: i grandi avvenimenti sportivi fanno da traino al turismo e il turismo fa da cassa di risonanza allo sport.
Il piano di rilancio di questi due settori, che ha lo scopo di restituire alla città di Asiago quel ruolo importante che l’ha sempre contraddistinta tra le migliori località turistiche del Veneto, è iniziato e già si stanno vedendo i primi concreti risultati.
Per quanto riguarda lo sport, lo stadio “A. Zotti” e il campo da calcio del patronato sono due impianti praticamente nuovi, moderni ed attrezzati: il primo è adatto ad ospitare squadre nazionali, mentre il secondo è a disposizione delle società sportive amatoriali locali; la palestra comunale di via Cinque è usufruibile da chi pratica basket, pallavolo, calcio a cinque, ginnastica ed atletica, è dotata di spogliatoi, infermeria e sala pesi: tutti questi spazi sono completamente arredati ed equipaggiati; l’associazione sportiva “Asiago Vipers”, si è ritagliata un suo spazio all’interno dell’impianto per la propria attività e continuerà ad utilizzarlo fino a quando non sarà realizzato il nuovo palazzetto dello sport.

Sicuramente c’è ancora del lavoro da fare.

A breve termine: la realizzazione del progetto già avviato della pista polifunzionale illuminata per lo sci nordico/fondo e tracking al parco “Regina Margherita”; la pista da motocross, visto che l’iter procedurale è ormai completato; la sistemazione della palestra delle scuole elementari; gli spogliatoi del campo da calcio del patronato; il supporto e il sostegno al G.S. Alpini ed all’U.S. Asiago sci nella proposta di candidatura della nostra città per i Mondiali Master di sci nordico/fondo.
A medio termine: la costruzione del palazzetto polifunzionale dello sport; l’ampliamento del campo da golf, con il prolungamento dell’impianto d’innevamento artificiale della pista da fondo del “Golf Arena”e alcuni servizi a disposizione degli utenti; la realizzazione di una palestra di arrampicata; riqualificazione strutturale dello stadio “A. Zotti”.
A lungo termine: il comprensorio sciistico dei Larici; il coinvolgimento dei comuni di Roana e di Rotzo, proprietari della maggior parte dell’area interessata, nello studio di fattibilità del comprensorio sciistico Verena-Ghertele; il percorso ciclo-pedonale degli Altipiani Cimbri trentini e veneti da Folgaria ad Asiago, con il tratto Luserna – Roana già finanziato, grazie al progetto “transfrontaliero”.


PROGETTO VIVA UNA CITTÁ PIÙ BELLA ED EFFICIENTE, ATTRAVERSO I LAVORI PUBBLICI!

I programmi ed i progetti per i lavori pubblici, previsti per il prossimo quinquennio, rappresentano in alcuni casi il completamento di strategie e di interventi già iniziati, in altri, invece, l’avvio di nuove iniziative.
È motivo di soddisfazione per la nostra amministrazione, essere riusciti a portare a termine, nonostante le difficoltà e le vicissitudini incontrate, due progetti importanti, che erano stati avviati dalla precedente amministrazione, come la nuova Casa di Riposo e il Palazzo del Turismo del Millepini.

Nei prossimi anni la lista PROGETTO VIVA ASIAGO! si propone di realizzare i progetti di seguito elencati.
Manutenzione ordinaria: asfaltatura delle strade, con stanziamenti annuali, secondo il criterio oggettivo della maggiore necessità.
Programma di rifacimento di alcune piazzette e dei marciapiedi, non solo in centro, ma, anche nelle contrade.
Illuminazione: nuovi punti luce dove servono, anche nelle contrade, con soluzioni che privilegino il risparmio energetico ed economico.
Completamento del sottotetto della casa di riposo, ricavando ulteriori spazi a servizio degli ospiti, decidendo le destinazioni più opportune in collaborazione con il consiglio di amministrazione.
Caserma Riva: collocazione e sistemazione definitiva dell’archivio nel sottotetto, già oggetto di un intervento di recupero, mentre negli altri piani potrebbero trovare collocazione la biblioteca ed un’aula-studio per i giovani, oltre ad un luogo di ritrovo per anziani. Un’altra opportunità che l’amministrazione sta valutando è quella di trasferire in questo edificio gli ospiti della Casa del Pastore; in questa ipotesi la biblioteca e l’aula-studio verrebbero collocate presso il Palazzo del Turismo.
Rotonde: in collaborazione con la provincia di Vicenza, è prevista la realizzazione di una rotonda, con sottopasso pedonale, in località Mosele (incrocio all’altezza del Consorzio dei Caseifici); altre due rotonde verranno realizzate, la prima all’ingresso della città (incrocio Agip), la seconda davanti alla casa di riposo.
Verranno portati a termine i lavori per completare il nuovo parcheggio per i camper, il cui progetto è in corso di approvazione.
Ampliamento e sistemazione del parcheggio alla base del Monumento Ossario (Wunderbar). Studio di fattibilità di un parcheggio sotterraneo, in una zona centrale individuata con il coinvolgimento della popolazione, da realizzarsi con un progetto finanziario.
Costruzione a medio termine di un palazzetto dello sport, con contributi da parte di altri enti e con il coinvolgimento dei privati nella gestione.
Sistemazione e manutenzione, previo inserimento in un programma pluriennale, delle strade vicinali di uso pubblico.
Completamento dei lavori presso lo stadio del ghiaccio e rifacimento del tetto.
Realizzazione di un nuovo campo da golf .
Studio di fattibilità di una circonvallazione, che dovrebbe essere realizzata con il concorso della provincia di Vicenza e della regione Veneto. Il progetto dovrà essere studiato e proposto con il coinvolgimento della popolazione ed avere il minor impatto possibile sul territorio.
Intervenire presso l’edificio della scuola elementare con la finalità di migliorarne l’impatto antiestetico, rendendolo più adatto alle caratteristiche architettoniche della nostra città, e di contenere i consumi energetici.


PROGETTO VIVA LA SOLIDARIETÀ , LA SOCIALITÀ E LA SCUOLA!

In questo periodo emergono in modo particolare alcuni fenomeni sociali che richiedono una soluzione attraverso uno studio sul piano tecnico e politico, la programmazione, le risorse economiche da stanziare o potenziare.

1. Il problema dell’abitazione: ci sono difficoltà nel riuscire a ottenere nel territorio un alloggio in affitto per persone o nuclei familiari residenti. I pochi che ottengono un'abitazione devono affrontare costi di affitto elevati (per monolocali e piccoli bicamere è richiesta una somma variabile tra € 400 e € 700, ai quali si devono aggiungere le varie spese); in genere si tratta di persone che hanno un reddito insufficiente ad affrontare tali spese e che pertanto chiedono aiuti economici ai servizi sociali del Comune, i quali, alla luce delle disponibilità di Bilancio non possono soddisfare tutte le domande che rientrano nei requisiti previsti dal regolamento in materia di provvidenze economiche. Questa situazione aggrava ulteriormente la posizione personale e familiare dei casi in questione.
2. Il problema degli alloggi di emergenza: un altro fenomeno, che avanza, riguarda persone che sono di passaggio ad Asiago o residenti in precarie condizioni di salute mentale, che lasciano l'abitazione che hanno in affitto, perché pensano di cambiare vita e poi ritornano nel luogo di origine senza avere un posto dove andare. Trovare alloggi da destinare alle emergenze di questo o di altro tipo, per poi lavorare con l'utente su un progetto di aiuto, è di fondamentale importanza nelle attuali dinamiche del sistema sociale.
3. Le famiglie: un altro problema è rappresentato dai nuclei familiari monoreddito dove i genitori si separano e/o divorziano con due o tre figli minorenni a carico. In questi casi la moglie o il marito che si spostano in un'altra abitazione in affitto non sono più in grado di far fronte alla nuova situazione; inevitabilmente la loro condizione economica diventa precaria, con tutto quello che ne consegue.
4. Il problema del lavoro: negli ultimi due anni si sta vivendo una situazione di precarietà lavorativa che in molti casi si trasforma in mancanza di lavoro. Ciò comporta gravi disagi sul piano personale e familiare, poiché la mancanza parziale o totale di reddito rappresenta una grave piaga sociale, che può sfociare a 360° in fenomeni di devianza, fino ad arrivare al suicidio in casi estremi.
5. Sostenere la nuova struttura del patronato, importante centro di aggregazione per i giovani della nostra città.
6. Istituzione di un punto di ascolto per i giovani, dotato di un numero telefonico per consulti anonimi rivolti a giovani in difficoltà.

Per quanto riguarda la scuola, continuerà la collaborazione con tutti i soggetti interessati delle scuole materne, elementari, medie e superiori, cioè con genitori, studenti, dirigenti scolastici ed insegnanti. Per quanto riguarda gli istituti di istruzione superiore, per i quali il Comune non ha competenza diretta, seguiremo con la provincia di Vicenza i progetti di riordino, coinvolgendo nelle scelte tutti gli interessati ed allargando la partecipazione anche alle categorie economiche.


PROGETTO VIVAIL TURISMO!

Nel corso degli ultimi anni, si sono compiuti in questo settore evidenti passi in avanti, grazie all’attuazione di serie politiche tese a rilanciare l’immagine turistica di Asiago e ad incentivare l’aumento della domanda turistica anche nei periodi tradizionalmente di bassa stagionalità.
Le iniziative attuate dalla Lista PROGETTO VIVA ASIAGO hanno determinato un significativo indotto economico a favore di tutto il tessuto commerciale di Asiago ed hanno ottenuto l’apprezzamento di un numero elevatissimo di turisti.
Indiscutibile è stato l’impegno manifestato dal Comune di Asiago verso un settore strategico per tutto il territorio qual è il turismo, fonte primaria della nostra economia.
La Regione Veneto, nel condividere gli obiettivi e le finalità della nostra programmazione turistica, ha manifestato il proprio apprezzamento per i passi in avanti compiuti, riconoscendo “il successo ottenuto negli ultimi anni e le originali opportunità che la Città di Asiago ha saputo offrire ai cittadini e ai turisti, ottenendo una maggiore visibilità sui media nazionali” (Delibera Giunta Regionale n. 684 del 29 marzo 2009).
Rilanciando questo comparto di primaria importanza per la nostra economia, è stato possibile dotare la Città di un vero e proprio Palazzo del Turismo che diverrà il centro nevralgico e logistico delle attività turistico-culturali di Asiago.



PROSEGUIRE IL CAMMINO INTRAPRESO

Sulla scorta dell’esperienza maturata e dei risultati conseguiti in questo settore, occorre ora guardare avanti, se si vogliono raccogliere le sfide del futuro ed operare con convinzione nel perseguimento di obiettivi ambiziosi quanto impegnativi.
È necessario, quindi, un ulteriore, forte intervento articolato nelle seguenti fasi:
- Rilancio dell’impiantistica sportiva, estiva ed invernale, attraverso interventi di rilevanza strategica per la crescita turistica della Città.
- Un impegno, che l’Amministrazione Comunale assumerà nei prossimi cinque anni, consisterà nella costruzione del nuovo Palazzetto Polifunzionale presso l’area del Millepini. Questa struttura diverrà sede di rilevanti manifestazioni sportive e canore, un centro nevralgico per dare un impulso al turismo anche nei periodi di bassa stagione.
- Si compiranno ulteriori importanti interventi sul territorio per l’ammodernamento ed il potenziamento delle attrazioni turistiche esistenti; in particolare, verranno esaminate e supportate le proposte provenienti dagli operatori turistici tese ad una forte e seria riqualificazione dell’offerta turistica invernale: il rilancio turistico di Asiago non può prescindere da un forte investimento nel rilancio dell’offerta turistica invernale;
- Si attiverà la progettazione per dotare la città di un nuovo campo da golf con 18 buche.
Si tratta di una strategia a medio-lungo periodo, finalizzata a qualificare la nostra presenza nel mercato turistico nazionale e internazionale.
Ogni intervento mirato allo sviluppo economico e turistico di Asiago e dell’Altopiano dipende da una seria ed efficace azione di programmazione degli investimenti futuri in accordo con la Regione Veneto e la Provincia di Vicenza, perseguendo un modello di sviluppo sostenibile, rispettoso dell’ambiente e del paesaggio.
Ogni decisione verrà concertata in seno alla Consulta del Turismo, congiuntamente ai rappresentanti di categoria ed agli operatori economici interessati alla crescita turistica della Città.
Per tale ragione, la lista “Progetto Viva Asiago” intende valorizzare il ruolo strategico assunto dalla Consulta del Turismo, rendendo i cittadini protagonisti delle scelte amministrative .


PROGETTO VIVA LA CULTURA!

OBIETTIVI PRIORITARI
1) Attirare l’attenzione dei Cittadini verso i temi della cultura in generale, mediante la proposta di nuove occasioni di crescita culturale.
2) Proseguire nella direzione di incrementare le occasioni di incontro culturale anche nei periodi di bassa stagionalità turistica: la lista PROGETTO VIVA ASIAGO! si propone di allestire la prima stagione teatrale nella storia della Città di Asiago, presso il nuovo teatro del Millepini.
3) Creare nuovi spazi per la cultura giovanile valorizzando il Palazzo del Turismo del Millepini, presso il quale potrebbe trovare la propria sede la nuova biblioteca civica di Asiago che diverrà punto di riferimento per studenti e appassionati, avvicinando il pubblico alla lettura e alla fruizione delle nuove tecnologie di comunicazione.
4) Allestire, presso la nuova biblioteca civica, di un Centro Studi e Documentazione sulla Grande Guerra, dotato di una sala multimediale.
5) Valorizzare il ruolo strategico ed imprescindibile assunto nel corso degli ultimi cinque anni dalla Consulta della Cultura.
6) Programmare l’attività culturale, con l’apporto della scuola, delle associazioni culturali e dei cittadini, affinché si sviluppi un sistema di creatività e di partecipazione attiva. Alcuni esempi potranno essere la conferma e il potenziamento dell’Università Adulti/Anziani, l’impiego prolungato del Museo “Le Carceri” affinché possa continuare ad ospitare le mostre degli artisti locali nonché di importanti artisti nazionali ed internazionali.
7) Continuare a rafforzare l’immagine di Asiago attraverso l’allestimento di eventi culturali di grande richiamo, indirizzati sia ai residenti che agli ospiti.
8) Organizzare concorsi letterari e di arti figurative per studenti e cittadini che vogliano cimentarsi sui temi legati alla storia di Asiago e dell’Altopiano, per costituire un archivio-museo che possa essere patrimonio comune per il futuro.
9) Utilizzare le opportunità offerte dalle leggi dedicate alla valorizzazione della cultura cimbra, promuovendo tra l’altro corsi specifici anche per i più giovani.
10) Valorizzare la straordinaria storia di Asiago e della “Spettabile Reggenza dei Sette Comuni”.


PROGETTO VIVA I GIOVANI!

Poiché riteniamo che il futuro di Asiago debba essere strettamente legato alla possibilità per i giovani di trovare occasioni e prospettive di lavoro, spazi per la cultura, l’aggregazione e lo svago, la lista PROGETTO VIVA ASIAGO! avanza alcune proposte che possono costituire una piattaforma di discussione per un diretto coinvolgimento dei giovani nelle scelte e nelle decisioni che li riguardano più direttamente..
Pensiamo innanzitutto di incentivare ulteriormente nuove forme di imprenditorialità giovanile, tramite un fondo rotativo promosso dal Comune, in collaborazione con gli istituti di credito locali.
Vogliamo rendere il Palazzo del Turismo del Millepini uno spazio vivo e aperto, che possa divenire un centro di aggregazione culturale e sociale; potrebbero trovarvi collocazione una sala multimediale dotata di collegamento Internet e una sala di musica a disposizione dei diversi gruppi musicali locali per le loro prove.
Crediamo che sia giusto utilizzare in modo non occasionale la nuovissima sala teatrale, organizzando corsi di teatro, qualche rassegna teatrale con gruppi locali e con compagnie esterne in grado di esercitare un certo richiamo; una particolare attenzione dovrà essere dedicata al teatro educativo per i bambini. Sempre nello spazio del teatro, proponiamo di organizzare concerti, esibizioni di danza, sfilate di moda.
Gi sembra giusto proporre anche iniziative che diano spazio alla creatività dei giovani in campo artistico, musicale, pittorico e culturale.
Per migliorare il rapporto tra i giovani e le istituzioni, proponiamo al comune di istituire un sito web interattivo, dove i giovani possano “dire la loro”, proporre idee, porre domande, ottenendo risposte, e rivolgere critiche costruttive. Inoltree, in via sperimentale, potrebbe essere avviato un servizio di informagiovani tramite sms.
Un altro tema che ci sta a cuore riguarda la sicurezza: proponiamo di continuare a sensibilizzare i giovani sui rischi legati al consumo di alcool e droghe.

Questa parte delle linee programmatiche essenziali, che riguarda i giovani, sarà ulteriormente sviluppata e ampliata nel programma dettagliato che verrà diffuso in seguito.



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